Una carovana per il futuro della Valle del Sacco

Domenica 14 gennaio si è svolto il tour organizzato dai ragazzi del Progetto “ciociaria terra dei veleni”, un evento nato dalla necessità di dare seguito alle numerose segnalazioni su luoghi mai registrati sulla mappa dei veleni, la mappa interattiva open source che registra le segnalazioni sui luoghi più inquinati della nostro territorio provinciale e limitrofi.

Le segnalazioni raccontano nuove emergenze e non fanno presagire nulla di buono nel futuro, sia per  la qualità dell’ambiente della valle del sacco, sia per le attività che svolgono una valorizzazione di prodotti tipici di alta qualità.

I nuovi punti di emergenza ambientale raggiunti nel tour sono stati 3, la zona di Selva dei Muli di Frosinone e via Selvotta, gli attivisti hanno percorso tutta la via mettendo in evidenza la presenza delle prostitute, la mancanza di presidi per la sicurezza urbana, e lo stato di abbandono del sito archeologico più antico di Frosinone, in effetti, il collo del vulcano sopito di Frosinone rappresenta un unicum per valore naturalistico e archeologico, i presenti hanno dibattuto sulla prospettiva di sviluppo della zona, convergendo sulla necessità di creare un area pubblica di valorizzazione naturalistica e culturale per restituire ai cittadini “l’ultimo” luogo verde Frusinate a confine con la zona industriale.

Poi la carovana ha raggiunto la zona di Castellaccio, Paliano, una zona a ridosso della Casilina che confina con Anagni, sul luogo, grazie al lavoro degli attivisti di Paliano, sono state riscontrate diverse problematiche in quanto alla probabile riapertura di impianti di trattamento rifiuti, e la vicinanza con il sacco e la via del cesanese, la presenza di stalle ed allevamenti di qualità, sono elementi di fatto che risultano in piena contraddizione con la destinazione d’uso industriale degli stessi territori concessa da anni dagli enti competenti.

Il tour è proseguito lungo la strada provinciale 163 fino a Paliano, una strada bellissima poco frequentata, che incornicia la zona di produzione vinaria del cesanese, una zona che racchiude la bellezza delle colline ciociare e dei monti e si divincola fra paesaggi stupendi, che rischia di rimanere intrappolata tra i camini degli impianti a valle (sul sacco) e quelli nascosti tra i vigneti.

Il viaggio si è concluso raggiungendo Piglio, dopo l’arrivo in piazza i partecipanti si sono dati appuntamento presso l’impianto di trasferenza rifiuti, presente nella zona detta Casa Zompa, un impianto che desta molta preoccupazione in quanto incastonato tra le vigne ed in attesa di essere ampliato. 

I residenti hanno segnalato che il problema riguardo all’impianto è ormai sentito da tutti i timori sono rivolti alla possibilità, che il centro da semplice trasferenza diventi luogo di trattamento vero e proprio con un quantitativo di 50mila tonnellate annue di rifiuti in entrata, secondo quanto ventilato dai residenti presto potrebbe spuntare un camino tra le vigne del cesanese.

Il filo guida dell’evento era censire i luoghi segnalati nella mappa dei veleni e aprire un dibattito fra i cittadini, il futuro infatti passa per la partecipazione dal basso agli assetti di sviluppo del territorio, nel caso delle zone visitate l’unico sviluppo auspicabile resta quello di investire in natura con i prodotti della terra tradizionali e l’indotto del cesanese deve divenire ancor più incentivato per tutelare quel poco di genuino che ancora resta della Ciociaria che amiamo.

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