DOSSIER: Sito Terra Pulita


Terra_Pulita_1aIn data 05 Agosto 2011, la Società Terra Pulita S.r.l., presenta istanza di procedura integrata di valutazione di impatto ambientale (VIA) e di autorizzazione integrata ambientale (AIA) per la realizzazione di un impianto funzionale al trattamento ed al recupero dei rifiuti speciali, pericolosi e non, da realizzare nel Comune di Patrica, in località Tosca.

L’intervento consiste nella realizzazione di un nuovo impianto per il trattamento biologico, meccanico, chimico e fisico di rifiuti solidi, liquidi e palabili mediante le tecniche di bioremediation, soil vapor extraction, miscelazione e stabilizzazione, selezione e cernita manuale.

I rifiuti trattati saranno quelli derivanti da operazioni di bonifica di siti contaminati o diserbatoi di stoccaggio, da dismissioni industriali e decommissioning, oltre ai rifiuti industriali prodotti dalle aziende terze presenti sul territorio di intervento dell’azienda.

FONTI :

Allegato 4 – Osservazioni del Comune di Patrica del 05.11.2015 – Procedimento di VIA di Terra Pulita S.r.l. 

Allegato 5 – Osservazioni dell’Associazione Civis di Ferentino – Procedimento di VIA di Terra Pulita S.r.l.

Allegato 6 – Osservazioni e intervento dell’Associazione Civis di Ferentino alla Conferenza di Servizi – Procedimento di VIA di Terra Pulita S.r.l.

Descrizione del progetto

Terra_Pulita_2 Il progetto prevede che nel nuovo insediamento vengano svolte le seguenti attività principali:

  • Bioremediation e/o soil vapor extraction di terreni e fanghi contaminati da sostanze organiche;
  • Miscelazione e stabilizzazione di rifiuti contaminati sia da sostanze organiche che da sostanze inorganiche;
  • Selezione e cernita manuale di rifiuti industriali, per consentire il recupero delle frazioni valorizzabili, come plastica, legno, acciaio e carta.
  • Stoccaggio di rifiuti sia liquidi (in imballaggi idonei al contenimento degli stessi) che solidi (in vasche e/o confezionati) principalmente per il successivo trattamento all’interno dell’insediamento.
Messa in riserva (R13) 3.768 tonnellate di stoccaggio istantaneo
Deposito preliminare (D15) 3.768 tonnellate di stoccaggio istantaneo
Miscelazione di rifiuti (D13) e stabilizzazione (D9) 30.000 tonnellate/anno
Selezione e cernita manuale (R12 o D13) 7.500 tonnellate/anno
Cernita e trattamento di bioremediation e/o SVE (R5 o D8) 47.520 tonnellate/anno

 

Principali criticità messe in evidenza dalle varie osservazioni al procedimento di VIA

Di seguito, riporteremo alcune delle osservazioni che sono state riportate sui vari ricorsi presentati all’ufficio VIA. Per una trattazione completa e di dettaglio, si rimanda la lettura ai documenti tecnici allegati (all. 4).

Contrasto con il Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti del Lazio e localizzazione in area esondabile

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Il Piano Regionale dei Rifiuti della Regione Lazio, contrasta con la localizzazione dell’area, infatti, l’area oggetto di intervento ricade in fascia R3 (Rischio elevato) e quindi sono possibili problemi per l’incolumità delle persone, danni funzionali agli edifici ed alle infrastrutture con conseguente inagibilità delle stesse, la interruzione di funzionalità delle attività socio-economiche e danni al patrimonio ambientale.

Il vigente Piano Regionale dei Rifiuti, tra i fattori escludenti per la realizzazione di impianti di trattamento dei rifiuti per gli aspetti idrogeologici, inserisce la presenza di “area a rischio idrogeologico a rischio elevato R3”.

1.     Contrasto con il PTPG della Prov. Frosinone e con Piano Stralcio Autorità di Bacino

Il piano stralcio per l’assetto idrogeologico (Rischio idraulico), riporta il sito oggetto della presente in sottofascia di esondabilità B3.

Il PTGP della Provincia di Frosinone, all’Art.13 comma 3 delle norme tecniche di attuazione dispone “Per ciascuna fascia (A, B, C) operano le norme del Piano Stralcio dell’Autorità di Bacino in ordine agli usi ed alle trasformazioni compatibili alle quali si rimanda. La fascia B è suddivisa in B1, B2, B3; è consentita la presenza nella fascia B1 di aree ad uso agricolo, nella fascia B2 di infrastrutture e case sparse nella fascia  B3 di centri e nuclei urbani.

Tuttavia nella fascia B va considerata come fascia fluviale con valore naturalistico da tutelare. Nella fascia B3 gli interventi di trasformazione morfologica, edilizia, infrastrutture sono sconsigliati e possono essere autorizzati dagli enti competenti solo previe indagini idrauliche e idrogeologiche e previsioni di opere di contenimento dei rischi.

Ne consegue che, ai fini della valutazione VIA, la collocazione dell’impianto proposto dalla Ditta Terra Pulita S.r.l. nel sito indicato, è assolutamente incompatibile con il PTGP della Provincia di Frosinone e con il PSAI-RI il quale  fa espresso riferimento alla compatibilità con la pianificazione urbanistica vigente, quale lo stesso PTGP della Provincia.

2.     Contrasto con il Piano Gestione Rischio Alluvioni

L’attività proposta dalla Società Terra Pulita S.r.l. ricade in area esondabile con fascia di pericolosità media P2, laddove non sono consentiti interventi come quello progettato dal proponente per effetto delle norme di salvaguardia dell’Autorità di Bacino Liri-Garigliano e Volturno, al quale appartiene il Fiume Sacco, che recepisce la mappatura della pericolosità di cui al Piano di Gestione del Rischio Alluvioni del Distretto Idrografico dell’Appennino Meridionale.

Nella documentazione in possesso del Comune di Patrica, non risulta prodotto il nulla osta dell’Autorità Idraulica.

Vale sempre segnalare che la scheda di inquadramento UOM Liri-Garigliano, sintesi delle criticità, elaborata in sede VAS per il Piano di Gestione Alluvioni, segnala che: il Fiume Sacco costituisce la seconda delle tre aste principali del bacino con portate al colmo di piena che superano i 1.000 m3/s.

La situazione di maggiore criticità è costituita dalla presenza di estese aree di pericolosità a monte dell’abitato di Ceccano che interessano zone a destinazione industriale di significative dimensioni. Pertanto oltre alle attività esposte, risulta possibile che l’inondazione diventi veicolo di trasporto in alveo di sostanze tossiche e/o comunque capaci di incidere sulla qualità delle acque e dei suoli.

3.     Effetto cumulo

Il contesto ambientale è caratterizzato da una notevole concentrazione di impianti industriali, di attività di gestione e trattamento di rifiuti, nonché di impianti sottoposti alla Direttiva Seveso e di produzione di sostanze pericolose.

Ne consegue l’emergere di effetti cumulativi degli impatti ambientali tali da non rendere sostenibile l’insediamento di una ulteriore attività produttiva, anche in considerazione delle quantità di rifiuti trattati, delle emissioni in atmosfera, dell’uso delle risorse idriche e dello smaltimento dei reflui, che aggravano il quadro già compromesso.

Ne consegue che ai fini della valutazione d’impatto ambientale, va tenuto conto della collocazione dell’impianto in area SIN, in un contesto nel quale le matrici ambientali sono degradate, dove è stato dichiarato lo stato di emergenza ambientale, socio-economica e sanitaria, comporterebbe un aggravio non sostenibile dal contesto ambientale, soprattutto in funzione del fatto che la ditta andrebbe a trattare dei rifiuti pericolosi e speciali.

4.     Componente ambientale Acque

Per quanto concerne le acque, la ditta proponente dichiara che i reflui dell’attività e degli impianti saranno convogliati nella condotta consortile dell’ASI di Frosinone.

Si precisa che ad oggi, detto impianto di depurazione ASI, non risulta in funzione e che quindi della soluzione descritta dalla ditta Terra Pulita, al momento non è attuabile.

5.     Componente ambientale Aria

La ditta proponente dichiara che l’impianto produrrà notevoli immissioni in atmosfera, tra le quali gas di scarico dei processi produttivi, polveri, emissioni odorigene e da traffico veicolare indotto.

Il Comune di Patrica rientra nella fascia C di cui alla zonizzazione ex art.3 della NTA del Piano di Risanamento Area della Regione Lazio, laddove l’obiettivo del piano è il mantenimento della qualità dell’aria.

Inoltre, il Comune di Patrica e tutta la cittadinanza che vive nelle aree adiacenti la zona industriale, è spesso colpita dal grave problema delle emissioni odorigene e che vista l’elevata concentrazione di attività produttive inserite in un’area industriale non è un fattore di esclusione di impatto per le emissioni, ma aggravano sicuramente la già grave situazione ambientale in particolare per i rischi di impatto per le emissioni odorigene, situazione sulla quale la nuova attività andrebbe ad influire negativamente.

Stato attuale del progetto

Il 05 Agosto 2011 la ditta “Terra Pulita” chiede al Comune di Patrica il parere di Impatto Ambientale per poter trattare 30.000 ton/anno di fanghi industriali provenienti da attività di bonifica dei terreni, fanghi reflui, scorie, polveri, rifiuti liquidi per un elevato numero di codici CER. L’impianto prevede 6 diverse linee di  trattamento rifiuti.

Il 23 Novembre 2011 viene convocata la Conferenza di Servizi alla quale però non partecipa alcun delegato del Comune di Patrica e nella quale viene richiesta la trasmissione di documentazione integrativa.

Il 12 Gennaio 2012 viene inviato al Comune di Patrica un documento di integrazione da parte della società Terra Pulita e lo stesso giorno l’ufficio tecnico risponde a tutte le richieste ma non a quella in cui si chiede di certificare se ci sono dei vincoli ambientali.

Il 27 Marzo 2012 viene convocata un’altra Conferenza di Servizi che so conclude con un nulla di fatto poiché si ritiene non esaustiva la documentazione trasmessa. A tal proposito, la ASL di Frosinone, precisa che il Parere Nuovi Insediamenti Produttivi (NIP)  lo potranno trasmettere solo successivamente all’acquisizione e valutazione della documentazione richiesta alla Regione Lazio e Sindaco del Comune di Patrica. A questa Conferenza di Servizi il Comune di Patrica risulta essere di nuovo assente.

Il 05 Giugno 2012 la Direzione Regionale Attività Produttive e Rifiuti, fa presente al Comune di Patrica di tenere in debita considerazione, prima di esprimere il proprio parere di impatto ambientale, della pressione antropica presente nell’area (Località Tosca).

L’indice di pressione antropica, rappresenta il disturbo complessivo di origine antropica. Gli indicatori che concorrono alla valutazione della pressione antropica sono:

  • Carico inquinante complessivo calcolato mediante il metodo degli abitanti equivalenti,
  • Impatto delle attività agricole,
  • Impatto delle infrastrutture di trasporto (stradale e ferroviario),
  • Sottrazione di territorio dovuto alla presenza di aree costruite,
  • Presenza di aree protette, inteso come detrattore di pressione antropica.

Nonostante questa nota, continua il totale disinteresse del Comune di Patrica.

Il 28 Agosto 2012 la ASL di Frosinone rilascia il nulla osta alla fattibilità dell’opera di progetto, precisando che siccome il terreno ricade nel SIN Bacino del Fiume Sacco, le attività di movimentazione del terreno devono essere fatte attenendosi a specifiche regole.

Il 17 Gennaio 2013 nella sede centrale della Regione Lazio c’è stata un’altra conferenza di servizi ma di nuovo il Comune di Patrica risulta essere assente.

Il 14 Febbraio 2013 si svolge un’altra conferenza di servizi in cui si stabilisce un termine di 90 giorni (prima della conferenza decisoria) per le osservazioni delle amministrazioni interessate e quindi anche del Comune di Patrica.

Dal 2013 al 2015 c’è un buco temporale di quasi due anni in cui per fortuna non si svolge la conferenza di servizi decisoria ma continua una corrispondenza tra gli uffici. Questo perché si denotano incongruenze tra le particelle catastali interessate dal progetto e la mancanza di documenti.

Il 23 Febbraio 2015 l’ufficio VIA (Valutazione Impatto Ambientale) delle Regione Lazio, scrive che dalla documentazione e dalle conferenze di servizi non si sono rilevati aspetti ostativi o criticità ambientali e quindi è possibile rappresentare un quadro sostanzialmente positivo rispetto all’intervento richiesto, ma siccome allo stato attuale, risultano mancanti alcuni pareri necessari per la pronuncia di VIA, è necessaria una verifica conclusiva.

I pareri mancanti sono i seguenti:

  • ARPA Lazio, Servizio Tecnico, in merito al PMC,
  • ARPA Lazio, Divisione Atmosfera, in merito alle emissioni in atmosfera,
  • Consorzio ASI, in merito agli scarichi idrici e tutela acque come richiesto dalla Provincia di Frosinone il 13 Maggio 2013.

Il 05 Giugno 2015 la Ditta Terra Pulita, scrive alla Regione Lazio e alla Provincia di Frosinone dicendo che la Provincia il 13/05/2013 con nota Prot. 54079 avrebbe espresso la propria preferenza per impianti altamente specializzati ad effettuare alcuni trattamenti su alcune tipologie di rifiuto, ancora non presenti sul territorio provinciale, quale potrebbe essere un impianto dedicato al recupero dei rifiuti derivanti da operazioni di bonifica.

Quindi la ditta Terra Pulita richiedono l’autorizzazione ad avviare l’attività da progetto viste le condizioni di contaminazione dei terreni accertate nelle aree circostanti e industriali in prossimità dell’area in cui dovrebbe sorgere l’attività.

Il 22 Luglio 2015 l’Ufficio Impatto Ambientale della Regione Lazio, chiede alla società proponente un chiarimento definitivo sulle aree interessate dal progetto Terra Pulita in relazione alle superfici già parzialmente impegnate nel progetto della Società Paolacci S.r.l.

Nello specifico, si chiede al Comune di Patrica di fornire un riscontro in merito all’univoca individuazione dell’area di intervento, con le attuali particelle catastali su cui è proposto l’impianto della proponente Terra Pulita S.r.l.

Il 10 Settembre 2015 alla luce delle osservazioni del Comune di Patrica, la società Terra Pulita risponde a tutti gli organi competenti contestando le osservazioni del Comune di Patrica tramite una nota Prot. n. 2678 del 29/03/2012.

Tale nota riguarda il parere favorevole espresso dall’Autorità di Bacino dei Fiumi Liri-Garigliano e Volturno nell’ambito della conferenza di servizi alla realizzazione dell’impianto, con la prescrizione di adeguare il progetto delle opere nel rispetto della “Normativa tecnica per le costruzioni ricadendti in aree inondabili”. Infatti, l’area interessata dal sito è inondabile dal Fiume Sacco e classificata come fascia B3 in condizioni di rischio R1.

Il 07 Ottobre 2015, per chiarimenti, l’Autorità di Bacino scrive al Comune di Patrica e conferma la validità del parere reso il 29/03/2012. Questo non fa altro che avvalorare le osservazioni del Comune di Patrica e non solo conferma la fascia B3 e il rischio R1, ma l’Art. 38 (Normativa tecnica per le costruzioni ricadenti in aree inondabili) tra le varie disposizioni, dice che è esclusa la possibilità di realizzare pozzetti o altri impianti di decantazione per le acque di lavorazione a cielo libero o comunque non a tenuta stagna a servizio di impianti che utilizzano oli minerali o loro derivati ed è vietato il deposito all’aperto di prodotti chimici o materiali inquinanti di qualunque genere, anche in contenitori fissi se non garantiscono la tenuta stagna e la resistenza agli urti.

Riteniamo che sia alquanto improbabile di poter realizzare un’intera azienda composta da 6 diverse linee di trattamento rifiuti, completamente a tenuta stagna.

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