DOSSIER: Sito RECALL

 

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A luglio 2015 la Ditta RECALL Frosinone S.r.l., per tramite del progettista Esco Lazio S.r.l., presentava alla Regione Lazio istanza finalizzata ad ottenere il parere di VIA sul progetto di realizzazione di un impianto di produzione di biometano attraverso la valorizzazione della frazione organica dei rifiuti solidi urbani da ubicarsi nel territorio del Comune di Patrica in località Le Lame, al Km 1.400,00 della Strada Provinciale n.11 (Via Morolense).

Per la realizzazione di detto impianto, la Ditta Recall S.r.l. ha individuato un sito dismesso nell’area industriale di Patrica e precisamente quello della ex Siporex.

Questo sito risulta essere distinto in catasto al Foglio 2 mappali n. 49-50-51-340 e l’area in questione ricade in zona ASI di Frosinone.

All’interno del nuovo stabilimento, saranno sia messi in riserva che recuperati i rifiuti entrati.

La tipologia di rifiuti che la ditta potrà riprodurre sono:

  • Toner,
  • Scarti di olio minerale per motori, ingranaggi e lubrificazione,
  • Altri oli minerali per motori, ingranaggi e lubrificazione con diverso codice CER,
  • Imballaggi in materiali misti,
  • Imballaggi contenenti residui di sostanze pericolose o contaminati da tali sostanze,
  • Assorbenti, materiali filtranti, stracci e indumenti protettivi, contaminati da sostanze pericolose,
  • Pneumatici fuori uso,
  • Filtri dell’olio,
  • Apparecchiature fuori uso contenenti componenti pericolosi di diverso codice CER,
  • Batterie al piombo,
  • Batterie alcaline,
  • Ferro e acciaio,
  • Lampade al neon,
  • Fanghi delle fosse settiche,
  • Altre tipologie di rifiuti non espressamente indicati.

Dalla relazione tecnica allegata alla richiesta di VIA, emerge che l’impianto giornalmente prevede l’utilizzo di 191,78 tonnellate di rifiuti organici provenienti dalla Raccolta Differenziata, pari a 70.000 Tonnellate annue.

Questa quantità di rifiuti, probabilmente arriverà da altre provincie in quanto eccede al quantitativo totale prodotto dall’intera Provincia di Frosinone.

Questo impianto di compostaggio per trattamento FORSU, della Dita RECALL a Patrica da 100.000 ton/anno, andrebbe ad aggiungersi alle:

  • 50.000 ton/anno del progetto Rodesco a Ferentino (diniego VIA a gennaio 2015);
  • 27.000 ton/anno del progetto Ipercompost di Anagni (in VIA);
  • 36.000 ton/anno del progetto Edera di Genazzano (in VIA);
  • 50.000 ton/anno del progetto di Supino (pre conferenza dei servizi 23 Aprile 2014).

TOTALE = 263.000 ton/anno di rifiuti! Praticamente 1/4 del fabbisogno regionale concentrati in una superficie lungo il fiume Sacco per non più di 10 km circa.

Nella stessa zona operano:

  • un impianto di essiccazione fanghi
  • un impianto recupero grassi animali.

e a fine luglio 2015 i carabinieri sono anche intervenuti per sequestrare l’impianto recupero grassi per gravi irregolarità nella gestione dei rifiuti.

FONTI :

Allegato 1 – Osservazioni dell’Associazione Civis di Ferentino alla Conferenza dei Servizi del 06.12.2016, Variante Progettuale

Allegato 2 – Osservazioni del Comune di Patrica alla Conferenza di Servizi del 08.03.2016

Allegato 3 – Osservazioni del Comune di Patrica alla Conferenza di Servizi del 08.03.2016

Descrizione del progetto

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La Recall S.r.l., ha presentato istanza alla Regione Lazio per ottenere parere VIA, sul progetto di realizzazione di un Impianto di Produzione di Biometano attraverso la valorizzazione della frazione organica dei rifiuti solidi urbani (FORSU).

L’impresa ha intenzione di svolgere presso l’impianto in questione, le seguenti attività di gestione dei rifiuti:

  • R1: Utilizzazione principalmente come combustibile o come altro mezzo per produrre energia,
  • R3: Riciclaggio/recupero delle sostanze organiche non utilizzate come solventi (comprese le operazioni di compostaggio e altre trasformazioni biologiche),
  • R12: Scambio di rifiuti per sottoprodotti a una delle operazioni indicate nei punti da R1 a R11,
  • R13: Messa in riserva di rifiuti per sottoporli a una delle operazioni indicate nei punti R1 e R12 (escluso il deposito temporaneo, prima della raccolta, nel luogo in cui sono prodotti).
    • Secondo quanto dichiarato dal progettista dell’impianto (Esco Lazio S.r.l.), saranno trattate nel sito 100.000 tonnellate/anno della frazione organica di RSU (Rifiuti Solidi Urbani), delle quali 70.000 utilizzate per produrre biogas ed altre 30.000 per produrre compost.

In particolare:

  • 70.000 ton/anno di rifiuti organici provenienti dalla raccolta urbana (FORSU) e da avviare al trattamento di digestione anaerobica per la produzione di biometano dopo pretrattamento,
  • 15.000 ton/anno di rifiuti verdi da impiegare nei processi di compostaggio,
  • 15.000 ton/anno di digestato solido proveniente da impianti terzi da impiegare nei processi di compostaggio.

 

Principali criticità messe in evidenza dalle varie osservazioni al procedimento di VIA

Di seguito, riporteremo alcune delle osservazioni che sono state riportate sui vari ricorsi presentati all’ufficio VIA. Per una trattazione completa e di dettaglio, si rimanda la lettura ai documenti tecnici allegati (all. 1-2-3).

1.     Assoggettamento dell’impianto al Piano Gestione Rifiuti del Lazio

La Recall S.r.l. sui documenti di progetto affermare che l’impianto di progetto pur utilizzando come materia prima la FORSU, non può essere definito “Impianto di trattamento e/o di recupero rifiuti”.

La stessa Recall ammette esplicitamente che l’impianto è costantemente alimentato da FORSU, effettua operazioni di riciclo R1, R3, R12, R13, ed oltre al biogas produce compost di qualità, e quindi trattasi di impianto anche di compostaggio.

L’ARPA Lazio nel parere reso il 05.05.2016 prot.n.33966, indica che “l’impianto in oggetto dovrà inserirsi all’interno del contesto di gestione dei rifiuti previsto dal Piano Regionale di gestione dei Rifiuti”, in questo modo confermando che trattasi di stabilimento di trattamento e

gestione dei RSU e soggetto al Piano anzidetto.

Pertanto, non c’è dubbio che l’impianto progettato dalla Recall sia utilizzato per la gestione, trasformazione e riciclo dei rifiuti (FORSU) e come tale soggetto alla normativa di cui al Piano Gestione Rifiuti del Lazio.

Si richiede quindi l’acquisizione di parere dell’Area Ciclo Rifiuti della Direzione Regionale Governo del Ciclo dei Rifiuti.

La localizzazione dell’impianto Recall è in contrasto con il Piano Gestione Rifiuti della Regione Lazio, cap. 16.2.1, fattori escludenti per gli Aspetti Ambientali, poiché il sito ricade parzialmente nella fascia di rispetto di 150 metri dai corsi di acque pubbliche (nel caso dal Fiume Sacco), come censiti dal PTPR della Regione Lazio.

Infatti il sito della Recall interferisca con detta fascia di rispetto; ne consegue che la collocazione dell’impianto e dell’attività progettata è incompatibile con i divieti (fattori escludenti) posti dal Piano Gestione Rifiuti.

La localizzazione dell’impianto Recall è in contrasto con il Piano Gestioni Rifiuti della Regione Lazio, cap.16.3.1, fattori escludenti per gli Aspetti Idrogeologici e Difesa del Suolo, poichè il sito ricade in area a tutela integrale per rischio esondazione del fiume Sacco.

Infatti, come risulta dall’estratto della Tavola n.10, mappa di Pericolosità del Fiume Sacco, il sito della Recall ricade in area definita P2, pericolosità media; inoltre dalla Tavola n.10, mappa del Rischio del Fiume Sacco, emerge che il sito Recall è situato in zona definita R3, ovvero a rischio elevato dove “sono possibili problemi per l’incolumità delle persone, danni funzionali agli edifici ed alle infrastrutture con conseguente inagibilità degli stessi, la interruzione di funzionalità delle attività socio-economiche e danni relativi al patrimonio ambientale”.

Ne consegue che la collocazione dell’impianto e dell’attività progettata è incompatibile con i divieti –fattori escludenti- posti dal Piano Gestione Rifiuti, ed anzi espressamente vietata, visto il richiamo alla tutela integrale espressa dal Cap.16.3.1 innanzi citato.

2.     Sito dell’impianto in area esondabile

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In base al Piano Gestione Alluvioni approvato in data 03.03.2016, l’attività proposta dalla Recall S.r.l., ricade in area è ora censita come a pericolosità media P2 ed a rischio elevato R3 (all.n.5); ne consegue che relativamente alle NTA del Piano Stralcio Rischio Alluvioni, la stessa area debba essere considerata come fascia B1 secondo la Tabella di cui all’Art.5 comma 3 del PSAI, nella

quale sono possibili solo gli interventi di cui all’Art.9 comma 3, lettera a) delle NTA

suddette.

Inoltre, a norma dell’Art.32 comma 3 della NTA del PSAI, “0ella sottofascia B1, in condizioni di rischio R3, è vietata, in accordo con quanto disposto dall’articolo 9, l’edificazione di qualunque tipo anche all’interno di singoli lotti già individuati nell’ambito di Piani ASI, PRG, Piani  particolareggiati attuativi dei PRG, (PIP, Piani di lottizzazione ecc). Per tutti i fabbricati esistenti, è vietata comunque ogni modifica che comporti aumento del carico urbanistico”.

Vale ribadire che l’art.29 delle NTA del PTR del Consorzio ASI di Frosinone (all.n.7), recepisce e si conforma alle disposizioni contenute nel Piano Stralcio dell’Autorità di Bacino di cui innanzi; in particolare non sono consentite assegnazioni per l’insediamento di nuove attività produttive sia nella fascia B1 che in quella B2.

Ne consegue che è fatto divieto di realizzare le opere e le attività di cui al progetto della Recall srl, e quindi non risulta assentibile quanto contenuto nella Relazione VIA del proponente.

Questo rischio non è statistico ma reale e dimostrato storicamente con almeno N.3 esondazioni negli ultimi 20 anni (esondazioni del 1993, 2008 e 2011).

1.     Sostenibilità dell’intervento rispetto allo stato delle matrici ambientali

Gli impatti ambientali dell’impianto progettato dalla Recall non solo sostenibili in considerazione del grave stato di compromissione delle matrici ambientali aria, acqua e suoli, nell’area oggetto dell’intervento, la quale ricade nel cuore della Valle del Sacco.

ARIA: Con Delibera di Giunta n.536/2016 (all.n.11) la Regione Lazio ha approvato la nuova zonizzazione del territorio regionale in funzione delle NTA del Piano di Risanamento della Qualità dell’Aria di cui alla DCR 66/2009.

Per effetto di tale provvedimento il Comune di Patrica è stato inserito nella Classe 1, zona A (tab. pag.31 della DGR 536), laddove dove per l’entità dei superamenti dei limiti di legge sono previsti provvedimenti specifici stante il grave rischio per la salute della popolazione.

Pertanto, contrariamente a quanto affermato dalla Recall nella Relazione VIA Cap.4.12.3, la qualità dell’aria nella zona interessata dall’impianto è gravemente compromessa e tale da non poter sostenere ulteriori impatti conseguenti alla messa in esercizio dello stabilimento del proponente.

Infatti, le emissioni che saranno prodotte dall’impianto nonchè il traffico veicolare indotto, non sono affatto trascurabili ed il loro impatto risulta (nella situazione di degrado ambientale innanzi descritta) non sostenibile.

ACQUA: L’aggiornamento del Piano Gestione Acque reso nel Dicembre 2015 ha confermato lo stato di qualità ambientale “pessimo” o “scarso” per la maggior parte del corso del fiume Sacco.

Inoltre, lo stesso Bacino del Sacco è indicato come ad elevato rischio di mancato raggiungimento degli obiettivi di qualità ambientale di cui alla Direttiva UE 2000/60 ed al TU Ambiente per i corpi idrici superficiali.

Il Piano conferma il permanere di tutte le criticità ambientali già rilevate in precedenza, ovvero: “Ad oggi nell’area esistono ancora le condizioni di “emergenza ambientale” connessi ancora ad un sistema di collettamento e depurazione non idoneo o, comunque, sufficiente a garantire standard qualitativi delle acque reflue compatibili con la tutela e salvaguardia delle risorse idriche. Lo stato di emergenza ambientale ha portato all’individuazione, nel 2006, dell’intero bacino del Sacco come area SI0 (Sito di Interesse Nazionale) per le bonifiche, da parte del MATTM”.

Del resto l’ARPA Lazio nel parere prot.n.33966 del 05.05.2016 reso nell’ambito del procedimento VIA in oggetto (all.n.3), ha rappresentato che:

  • lo stato di qualità ambientale del fiume Sacco è allo stato di “scarso/cattivo”;
  • nel fiume Sacco continuano a verificarsi superamenti della concentrazione massima di ammissibile di esaclorocicloesano.

Questa è il grave stato ambientale del contesto del fiume Sacco e gli impatti dichiarati dalla Recall possono essere così sintetizzati:

  • fabbisogno complessivo idrico e prelievo risorse: circa 28.000 m3 all’anno;
  • quantità degli scarichi prodotti: circa 30.000 ton/anno;
  • tutti gli scarichi prodotti verranno convogliati nella condotta fognaria consortile, la quale a sua volta si immette nel fiume Sacco.

Vale sottolineare che l’impianto di depurazione del Consorzio ASI continua a non essere funzionante e risulta inadeguato alle esigenze dell’area industriale.

Da tutto quanto esposto risulta evidente che gli impatti provocati dall’impianto della Recall non sono sostenibili, in relazione alla grave situazione di degrado ambientale della matrice acqua.

SUOLO – SIN Bacino del fiume Sacco: Con il Decreto del Ministero dell’Ambiente del 22.11.2016 è stato approvato il nuovo perimetro del SIN Bacino del fiume Sacco.

Il sito della Recall (ex Siporex) non solo rientra in tale perimetro, ma è censito nell’elenco delle criticità ambientali del Comune di Patrica come area per la quale è necessario provvedere alla caratterizzazione e bonifica dei suoli; infatti il sito ex Siporex, è stato inserito dal Comune di Patrica nell’elenco delle criticità e pertanto, tale sito è considerato come potenzialmente contaminato e sarà oggetto di provvedimenti del Ministero dell’Ambiente volti alla caratterizzazione dei suoli onde verificare il superamento delle soglie CSC e CSR, e successivamente all’approvazione dell’eventuale progetto di bonifica, nel rispetto di quanto previsto dagli Art.242 e seguenti DLgs.vo 152/2006.

Ne consegue che lo stato ambientale dei suoli interessati dall’intervento è incompatibile con l’attività progettata dalla Recall, poiché gli impatti di quest’ultima graverebbero su una situazione di degrado ambientale tale che è esclusa la sostenibilità di uno stabilimento di trattamento di rifiuti il quale, oltre al biometano, prevede la produzione di compost.

2.     Effetto cumulo

Nel raggio di 1 Km dal sito della Recall S.r.l., a titolo esemplificativo, si trovano già i seguenti impianti:

  • CHEMI S.p.A. sottoposta a direttiva Seveso, inserita nel SIN – settore chimico farmaceutico,
  • ISOPAN sottoposta a direttiva Seveso, inserita nel SIN – prefabbricati,
  • M&G Polimeri sottoposta a procedura AIA e inserita nel SIN,
  • CPT Engineering produzione apparecchiature elettroniche,
  • IPL recupero grassi di origine animale,
  • Tecno GEA trattamento rifiuti ed essiccazione fanghi,
  • Discarica di Via Le Lame,
  • Terra Pulita trattamento rifiuti speciali in VIA regionale,
  • Numerose altre aziende di carattere artigianale.

Oltre il raggio di 1 Km e comunque in prossimità del sito dell’impianto Recall S.r.l., sempre a titolo esemplificativo, si trovano:

  • GINGAS S.r.l. sottoposta a direttiva Seveso – deposito e trattamento gas,
  • OverGas S.r.l. sottoposta a direttiva Seveso – deposito e trattamento gas,
  • HUNTESMANN S.p.A. inserita nel SIN – solfatazione e chimica,
  • KLOPMAN S.p.A. inserita nel SIN – tintoria industriale,
  • HENKEL S.p.A. sottoposta a direttiva Seveso, produzione detersivi,
  • GALVANICA ROMANA S.r.l. inserita nel SIN,
  • ENERACQUE – trattamento rifiuti speciali,
  • VISCOLUBE S.r.l. inserita nel SIN,
  • GRUPPO NAVARRA inserita nel SIN, trattamento rifiuti speciali,
  • Numerose altre aziende di carattere artigianale, commerciale e produttivo.

In contesto ambientale è pertanto caratterizzato da una notevole concentrazione di impianti industriali, di attività di gestione e trattamento dei rifiuti, nonché di impianti sottoposti alla Direttiva Seveso e di produzione di sostanze pericolose di cui al D.Lgs. n. 59/2005, modificato dal D.Lgs. n. 128 del 29/06/2010.

Ne consegue l’emergere di effetti cumulativi degli impatti ambientali tali da non rendere sostenibile l’inserimento di una ulteriore attività produttiva, anche in considerazione delle notevoli quantità di RSU trattati, delle emissioni in atmosfera, dell’uso delle risorse idriche e dello smaltimento di reflui, che aggravano il quadro ambientale già compromesso.

Il quadro ambientale della Valle del Sacco risulta già compromesso dal punto di vista ambientale tale da impedire la collocazione di ulteriori attività rispetto a quelle già presenti nel comprensorio.

3.     Rischio di esposizione per nuclei abitativi e attività commerciali / produttive

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Nella Relazione di Sintesi non tecnica elaborata e prodotta dalla RECALL Frosinone S.r.l. e dal progetto Esco Lazio S.r.l., si afferma che:

  • I centri abitati più vicini risultano essere localizzati a più di 1Km: Tomacella a 1,39 km in direzione Sud Est, Colli a 1,48 km in direzione Ovest e Ferruccia a 1,61 in direzione Sud; seguono Caproleprata, Colle San Giovanni, Fontana Grande, Valle Fioretta ed altri tutti ad una distanza maggiore di 2 km dall’area dell’intervento.
  • Vi è un’unica abitazione ubicata a circa 500 metri dall’impianto che risulta trattarsi di un manufatto a servizio di uno stabilimento industriale.
  • Altre cinque case sparse sono presenti a circa 800 metri dai confini dell’impianto.
  • Non vi è invece presenza di alcun centro abitato entro il raggio di 1.000 metri dal confine dell’impianto, ove per centro abitato si intende un «insieme di edifici, delimitato lungo le vie di accesso dagli appositi segnali di inizio e fine. Per insieme di edifici si intende un raggruppamento continuo, ancorché intervallato da strade, piazze, giardini o simili, costituito da non meno di venticinque fabbricati e da aree di uso pubblico con accessi veicolari o pedonali sulla strada» (vedi “Nuovo codice della strada”). (cfr pag. 16 della Relazione)

Il quadro complessivo descritto nella Relazione non coincide con la realtà dei fatti, in quanto, in un raggio di 1000metri dal confine dell’impianto, trattandosi di un’area industriale a confine con una zona rurale e agricola, non ci sono centri abitati come sancito dal “Nuovo codice della strada” ma anche se in forma sparsa e non aggregata, ci sono in totale circa 23 abitazioni, di cui 2 situate ad una distanza di 500 mt e le altre ad una distanza di 1000 mt dall’impianto. Le abitazioni sono ubicate su Via Ferruccia, Via Tomacella e Via Tufo per un totale di circa 76 abitanti che in maniera permanente 24h/24h vivono in un’area sensibile e a rischio.

Quindi vi è di fatto una presenza cospicua di abitazioni in un raggio di circa 1000 metri dal sito di progetto.

Nella medesima Relazione di Sintesi non tecnica elaborata e prodotta dalla RECALL S.r.l. e dal progetto Esco Lazio S.r.l., si afferma che:

  • L’area di progetto ricade all’interno del perimetro del Consorzio ASI, agglomerato di Frosinone.
  • L’area circostante il sito produttivo risulta essere caratterizzata dalla presenza di numerose aziende e stabilimenti industriali e/o commerciali e da un numero non rilevante di abitazioni sparse ed isolate; ad oggi alcuni di questi stabilimenti industriali, compreso quello in esame, risultano essere abbandonati generando situazioni di degrado puntuale e diffuso.

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Anche in questo caso, il quadro complessivo descritto nella Relazione non coincide con la realtà dei fatti, in quanto, in un raggio di 1000 mt dal confine dell’impianto, solo su Via Ferruccia, Via Tomacella, Via Morolense e sulla Strada ASI, ci sono circa 48 aziende tra Attività Industriali/Produttive “attive e non dismesse” e 8 Attività Commerciali.

Tenendo conto solo degli addetti che lavorano quotidianamente all’interno di queste attività industriali e commerciali, parliamo di oltre 2000 persone che per almeno 8 ore al giorno, lavorerebbero in un’area sensibile e a rischio.

1.     Dissenso dei cittadini all’impianto della Recall S.r.l.

Dai primi di agosto 2015, un noto Comitato di Cittadini di Patrica, da quando cioè si è appresa la volontà della RECALL Frosinone di realizzare un impianto di produzione di biometano attraverso valorizzazione di rifiuti organici e sottoprodotti in Via Morolense nel Comune di Patrica (FR), in particolare sul territorio del Comune di Patrica ma anche in tutti i paesi limitrofi della Valle del Sacco, migliaia di cittadini hanno manifestato il proprio dissenso e preoccupazione per il nuovo sito produttivi, mediante una raccolta firme.

Sono state raccolte 885 firme, dimostrazione che i cittadini di Patrica e di tutta la Valle del Sacco, sono contrari a questo nuovo insediamento produttivo da parte della Recall S.r.l.

Stato attuale del progetto

  • La società proponente Recall S.r.l., il 30 Luglio 2015 presenta Istanza VIA presso la Regione Lazio, Direzione Regionale Ambiente, Area VIA.
  • Per il giorno 08 Marzo 2016 è stata convocata la prima seduta della conferenza di servizi presso la sede dell’Ufficio VIA della Regione Lazio.
  • Per il giorno 29 Settembre 2016 è stata convocata la seconda e conclusiva seduta della conferenza di servizi presso la sede dell’Ufficio VIA della Regione Lazio.

In data 12/09/2016 la Società proponente richiedeva lo spostamento della conferenza in quanto era in fase di predisposizione la variante progettuale consistente nella eliminazione del gruppo di cogenerazione, nella sopraelevazione delle aree di lavorazione e deposito, nella realizzazione di opere di difesa spondale e altre modifiche impiantistiche.

Per il giorno 06 Dicembre 2016 è stata convocata la seconda e conclusiva seduta della conferenza di servizi, con la Variante Progettuale, presso la sede dell’Ufficio VIA della Regione Lazio.

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