Ferentino scalo (fonte la Sala) nelle zone dell’area industriale il degrado colpisce l’ecosistema e l’inquinamento appare senza freni

In data 31 ottobre il Comune di Ferentino ha emanato un‘ordinanza di divieto dell’uso dell’acqua della antica fonte LA Sala, questo il testo estrapolato “con effetto immediato e fino a nuova comunicazione è vietato l’utilizzo della risorsa idrica originata dalla sorgente Fontana La Sala in zona di Ferentino Scalo”.

L’ordinanza comunale prende le mosse dalla comunicazione dei risultati delle analisi su alcuni campioni d’acqua prelevati circa un mese fa dagli agenti del Corpo Forestale dello Stato della stazione di Anagni e dai funzionari dell’Agenzia Regionale per l’Ambiente di Frosinone da un piccolo torrente lungo la via Morolense.

In quell’occasione, gli agenti – precipitatisi sul posto a seguito della segnalazione di alcuni residenti – avevano notato la presenza di una densa schiuma di colore biancastro sul manto del fiume, dall’analisi della quale è stato rilevato il superamento dei parametri di componenti inquinanti molto pericolosi per l’uomo.

Da qui, l’ordinanza sottoscritta dal sindaco Antonio Pompeo che impone “di non fare alcun consumo dell’acqua”.

l'ordinanza di divieto
l’ordinanza di divieto

Dal 31 ottobre ad oggi, sono passati molti giorni e i residenti hanno assistito a diversi controlli effettuati dagli uomini del corpo forestale che dirigono le indagini, gli stessi solo qualche giorno fa sono tornati nella zona ed hanno ampliato le ricerche non solo lungo il corso dell’acqua ma anche nei terreni limitrofi dove hanno raccolto a scopo di indagine i frutti della terra coltivata, ortaggi e frutti di privati che possiedono i terreni in cui scorrono i canali di deflusso delle acque che poi raggiungono il Fiume Sacco.

La Fontana rappresenta un punto di interesse culturale e paesaggistico per l’intero quartiere tanto da essere infatti citata negli antichi annali e nelle cronache storiche come fonte e lavatoio pubblico, un vero e proprio punto di riferimento per i cittadini che infatti ignari della reale qualità dell’acqua sono soliti festeggiare proprio alla fonte l’arrivo dell’inverno ogni anno banchettando con tipici piatti realizzati con l’acqua che spontaneamente sgorga.

Proprio in data 12 novembre a seguito dell’invito di un attivista del meet up di ferentino alcuni residenti si sono incontrati sul luogo per parlare e fare il punto sulla situazione che si protrae da mesi senza che vi fosse stata una comunicazione dall’ente locale al fine di rendere la giusta informazione sullo stato delle cose.

l'attivista che ha voluto l'incontro
l’attivista che ha voluto l’incontro

A quell’incontro erano presenti giornalisti di testate locali e anche un raqppresentante del blog ciociaria terra dei veleni il blog degli attivisti 5 stelle ciociari che da tempo seguono le vicende dell’inquinamento della Valle del Sacco.

All’incontro i cittadini dichiarano di essere ormai testimoni del degrado inarrestabile della zona, un tempo un paradiso verde in cui il fiume rappresentava una risorsa vitale, oggi trasformato in cimitero industriale dove senza alcun controllo di nessuno ogni giorno si assiste alla distruzione dell’ecosistema locale.

L’inquinamento dell’acqua secondo i residenti non è stato comunicato nei tempi e nei modi dovuti, infatti dalla lettura dell’ordinanza ancora non si evince quali sono le sostanze rilevate e nocive, quali sono le zone controllate e quali contromisure la cittadinanza dovrà intraprendere per fare fronte a questa minaccia della pubblica incolumità.

i cittadini della zona
i cittadini della zona

Inoltre i cittadini hanno spiegato che l’aria della zona è irrespirabile (in certi giorni) segno che le esalazioni degli impianti industriali limitrofi superano la tollerabilità della popolazione, alcuni hanno raccolto fotografie di punti nascosti nel fiume sacco dove vengono gettati rifiuti di tutti i tipi compresi vecchi telai di eternit e intere automobili, infatti le zone dove scorre il fiume vista la mancata manutenzione si prestano a utilizzi illegali dei terreni come discariche a cielo aperto.

Infine la zona conosciuta anche per le ultime notizie relative agli illeciti commessi da aziende chimiche del luogo intente a riversare senza le dovute misure legali di rispetto ambientale fanghi con scarti di produzione, l’allarme ambientale risuona ancor di più con il sospetto che anche tutte le altre piccole aziende della zona non abbiano mai intrapreso il protocollo di smaltimento legale delle scorie di produzione così come descritto dalle norme di materia.

il punto in cui l'acqua risulta schiumosa
il punto in cui l’acqua risulta schiumosa

Insomma la paura e il sospetto attanaglia i residenti, molti hanno voluto testimoniare l’abbassamento del tenore della qualità della vita e la vicinanza ai tanti malati di tumori e malattie collegabili all’inquinamento che purtroppo secondo quanto emerge dai dati sembrano rappresentare un fenomeno in continua ascesa numerica.

Tutto lo staf del veleni tour e del meet up ferentinese sono al servizio della soluzione della questione, gli attivisti hanno cominciato a consultarsi e a lavorare per tentare di trovare soluzioni capaci di instaurare un nuovo rapporto con gli enti locali al fine di far tornare vivibile la zona, per quanti volessero dare una mano in tal senso si ricorda che il blog ciociaria terra dei veleni si avvale di cittadini che volontariamente si mettono a disposizione per portare avanti le attività di monitoraggio e studio di soluzioni praticabili.

mappa riassuntiva
mappa riassuntiva

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