Ambiente & Ecomafie

convegno_FerentinoAnche Ciociaria Terra dei Veleni ha partecipato al convegno organizzato dall’ “Associazione Ultimi” di Ferentino.

E’ stato un evento molto interessante,  perché ha permesso a normali cittadini ma anche ad attivisti e comitati,  di ascoltare e confrontarsi con due importanti enti associativi:  Associazione “Civis” di Ferentino e associazione per la Legalità “ULTIMI”.

Il tema all’ordine del giorno è stato  “Ambiente & Ecomafie”.

Sicuramente i  cittadini si saranno  interrogati sulle ragioni che hanno spinto a parlare di ecomafie proprio a Frosinone e su  quale sia  il nesso tra ambiente ed ecomafie in questa zona.

Una prima risposta è stata data dal moderatore, il Prof. Fabio Magliocchetti, il quale,  ha ricordato a tutti i presenti come il territorio della provincia di Frosinone, negli ultimi anni, sia già stato protagonista di eventi di cronaca in campo ambientale , riconducibili a interessi delle cosche mafiose che sempre più spesso fanno affari attraverso i rifiuti.

C’è stato poi, l’intervento  dell’associazione  Civis,  con il suo presidente Ing. Alessandro Ciuffarella.  Questi  ha ripercorso brevemente la storia dell’associazione ed ha elencato alcune  battaglie vinte ed altre in corso di svolgimento. Ci ha ricordato come l’Associazione Civis di Ferentino sia nata circa 2 anni fa  , quando a seguito di una grossa mobilitazione di massa degli abitanti del quartiere Cartiera e Stazione di Ferentino,  si è mobilitata  per impedire la realizzazione di un impianto di compostaggio da parte della ditta Rodesco. Inizialmente, Civis,  doveva essere un’ associazione con lo scopo  di  “fare il mastino e vigilare il territorio” ,al fine di impedire la nascita di questo impianto.  Da  lì a pochi mesi, invece,  si è trovata  a combattere una vera e propria guerra scoppiata in tutta la Valle del Sacco, da Genazzano a Colleferro, da Anagni a Ferentino, da Patrica a Ceprano.

“E’  stato sin da subito  evidente che non  si trattava di  un tentativo isolato  di portare immondizia in questo angolo della Ciociaria”,  ha continuato Ciuffarella, affermando che   probabilmente era in atto una vera e propria strategia decisa a tavolino da un gruppo di soggetti che  avevano scelto la Valle del Sacco come il luogo da trasformare  in pattumiera.

Perché proprio la Valle del Sacco? Perché scegliere Ferentino, Anagni, Patrica e Colleferro ad esempio per il nuovo business dell’immondizia?

Le ragioni sono molteplici: 1)  questa terra è facilmente e velocemente raggiungibile via autostrada da qualsiasi parte d’Italia; 2) la Ciociaria  è già stata terra di conquista da parte della mafia così come ci ha raccontato il pentito Schiavone; 3) pensavano di trovarsi davanti una terra di facile conquista e con una scarsa reazione oppositiva  da parte dei cittadini.

Lo stesso Ciuffarella ha poi ricordato lo schema di attacco ormai consolidato che fino ad oggi ha seguito Civis difronte a tutti i nuovi progetti a forte impatto ambientale.  In primis , vanno studiati i documenti di progetto e soprattutto va analizzata la proprietà della Ditta proponente attraverso l’ utilizzo di una visura camerale.

Questa, è uno strumento semplice, immediato,  che  al tempo stesso è  molto efficace perché permette  di ricostruire dei sistemi a scatole cinesi con società straniere, spesso con sede in paradisi fiscali e addirittura riconducibili a soggetti già noti alle cronache giudiziarie nazionali per eventi mafiosi come  l’affondamento di navi cariche di rifiuti tossici.

Una volta scoperto e circoscritto il soggetto proponente, si passa ad analizzare il progetto e a stabilire la migliore strategia di difesa.

Civis, quindi, si pone come  obiettivo primario,  quello di combattere questi tentativi di conquista da parte di Ditte che vogliono fare business con i rifiuti nella Valle del Sacco, attraverso  i “procedimenti amministrativi”.

Infatti,  fino ad oggi,  Civis, ha affrontato ben due ricorsi al TAR  con esito positivo,  sostenuti moralmente ed economicamente, dai cittadini stessi.

La situazione attuale della Valle del Sacco è drammatica per tutte e tre le matrici ambientali: Aria, Acqua e Terra.   A  ricordarcelo sono anche i diversi studi condotti in zona da associazioni come quella  dei Medici di Famiglia delle Dott.sse Petricca e Volponi. In recenti convegni,  hanno ricordato  che le percentuali dei malati di tumore sono  in fortissimo aumento e purtroppo,  non si ha  ancora a disposizione,  uno strumento statistico importantissimo ,come il “registro dei tumori” ; da oltre due anni esiste solo “sulla carta” grazie ad una legge regionale,  ma non è stato ancora reso concretamente  operativo sul territorio . Gli unici dati  disponibili, quindi,  provengono da studi parziali eseguiti, spesso,  da associazioni dei medici.

Un altro dato allarmante che, sottolinea Civis,  fotografa la gravità della vera e propria emergenza Valle del Sacco,  è il quantitativo totale di rifiuti annui che si vorrebbe gestire in questa terra  che corrisponde a  circa 500.000 tonnellate. Si tratta di un quantitativo di gran lunga superiore al fabbisogno dell’intera Provincia di Frosinone, segno questo che i rifiuti arriverebbero come minimo da fuori provincia.

L’associazione “Ultimi” , del presidio di Ferentino , è stata rappresentata dal suo presidente, la Dr.ssa Daniela Paglia la quale ha ricostruito alcuni aspetti di una triste recente vicenda giudiziaria, “Operazione Maschera” , che ha visto coinvolte decine di imprese locali operanti nella gestione dei rifiuti, compresa l’azienda provinciale SAF gestita di fatto dagli amministratori locali dei 91 comuni della Provincia di Frosinone e finanziata con soldi pubblici.

I dettagli che sembrano emergere dalle indagini, sono inquietanti e fanno intravedere un vero e proprio sistema finalizzato a fare tutt’altro che una gestione corretta, oculata e responsabile del ciclo dei rifiuti in provincia di Frosinone.

Questo incontro ha rappresentato un’occasione  fondamentale   per i tanti cittadini intervenuti, per fare domande e ottenere risposte da parte di tecnici, ingegneri e avvocati addetti ai lavori, appartenenti alle associazioni presenti   che da anni si dedicano alla tematica ambientale.

Per difendere la nostra terra, come ci ha ricordato la colonna portante legale di Civis, il Dott. Santovincenzo, non si può non tenere conto della politica perché attraverso di essa si possono modificare le regole del gioco, impedendo  il proliferare di tali impianti: vedasi  la moratoria su tutta la Valle del Sacco che fino a poche settimane fa era utopia , poiché  la regione non ne aveva  mai voluta una. Civis, invece,  è riuscita a smuovere le coscienze e lunedì scorso proprio a Ferentino, c’è stato un evento significativo:  in consiglio comunale , all’unanimità, maggioranza e opposizione, hanno approvato una moratoria per tutto il territorio di Ferentino. Gli amministratori si sono impegnati ad inserire un importante divieto all’interno del Nuovo Piano Regolatore attraverso il quale, vista la già critica situazione ambientale, sarà vietata la realizzazione di nuovi impianti per il trattamento rifiuti, ad esclusione di quelli strettamente necessari al fabbisogno del solo comune di Ferentino.

Questo documento approvato, rappresenta un evento  di particolare rilevanza  amministrativa che potrebbe presto essere adottato anche dagli altri Comuni della Valle del Sacco.

In conclusione, l’associazione Ultimi, ha scosso le coscienze di tutti i presenti, raccontando storie e fatti realmente accaduti nella “Terra dei Fuochi” della vicina Regione Campania ed evidenziando molti elementi che ci accomunano a quei territori.

Speriamo  che quello di oggi, sia stato soltanto  il primo di tanti  eventi su questo importantissimo tema e che possa essere utile a creare un vero “sistema” basato su  sinergie e collaborazioni trasversali tra le associazioni operanti sul territorio.

Ing. Gianluca Bufalini

 

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