SIAMO TUTTI #NOTAP

Come molti Italiani che hanno a cuore la propria #salute e l’integrità a salubrità del proprio #territorio, apprendiamo con preoccupazione, anche se con poca sorpresa, le notizie provenienti dalla #Puglia. Il Salento è la terra dove si inizia a realizzare il #gasdottoTAP e dove ulivi millenari si trovano sulla strada di questa ennesima grande opera di cui molti criticano, oltre all’utilità anche alla forma della stessa. Nella giornata di oggi si è iniziato a “spostare” ulivi per far partire i cantieri per la realizzazione e migliaia di cittadini, amministratori e attivisti hanno tentato di bloccare l’avvio di questi lavori per difendere un territorio ma ai quali ciò è stato impedito con l’intervento della polizia che, con la forza, ha permesso l’avvio di procedure che sono contestate da anni.
In un territorio che nell’#ulivo vede un simbolo ma anche una risorsa economica si è preferito ricorrere alla forza ed alla violenza contro dei pacifici cittadini, pur di andare avanti con dei progetti non condivisi che permetteranno e porteranno vantaggi a pochi sacrificando un territorio e i suoi abitanti. Tutti gli aspetti di questa notizia e di questa storia sono agghiaccianti.
L’aspetto scatenante è che si punta ancora a risorse energetiche non rinnovabili, che ci rendono sempre meno autonomi e che, pur di perseguire il profitto, non guardano in faccia alla storia millenaria di un territorio e dei cittadini che ci vivono.
Ancora in Italia NON si guarda a fonti rinnovabili, a impianti a basso impatto ambientale, si preferisce, come nel referendum di aprile, puntare su energie “sporche” e sprechi. Oltre al costo dell’opera e al suo significato di legame con un modo di pensare legato alle grandi compagnie e ai loro guadagni, ci sono altri aspetti che fanno tremare le vene ai polsi.

Qual è lo strumento per dei liberi cittadini di esprimere dissenso e di difendere il proprio territorio da inquinamento, stravolgimento e distruzione? Come potremo noi qui in #Ciociaria difenderci da nuovi impianti per lo stoccaggio o l’incenerimento di rifiuti? Quali azioni potremo mettere in atto per fermare tali speculativi progetti che oltre a non portare benefici a nessuno, avvelenano territori e ne stravolgono storia ed economia? L’unica soluzione resta quella di rimuovere democraticamente la classe dirigente che, con facce nuove perpetua se stessa, una generazioni di politici subalterni a finanza e ai grandi gruppi d’affari che non pensano che al proprio interesse, passando sopra economie di nicchia locali e piccole realtà geografiche come il Salento o la Val di Susa. L’unico cambiamento quindi resta quello di rimuovere i falsi ambientalisti, i politici con le mani legate, gli affaristi, i lobbisti e quegli italiani accalappiati e ammansiti con la crisi e la disoccupazione, il dilemma tra morire avvelenato e la fame. Noi siamo per la terza via, la #sostenibilità è, oltre che possibile, indispensabile. L’unica via per il futuro della nostra nazione è la sostenibilità ambientale e sociale, distruggere il nostro territorio con la sua storia, la cucina, la cultura che ci hanno resi famosi nel mondo non è che un boomerang che ci renderà poveri sia nelle tasche che nei cuori.
Basta allora con questa classe dirigente a tutti i livelli che ormai è lontanissima dai cittadini, dai loro problemi e dalle loro proposte.

Io intanto non mi faccio avvelenare, se poi dovremo prendere anche le manganellate, non sarà un problema.17626119_1349611578448500_5682952878033730043_n

 

a cura di Marco Zompanti

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