Siamo sotto assedio, ma le bugie del Pd hanno le gambe corte!

Siamo sotto assedio ma le bugie del Pd hanno le gambe corte!

In questi giorni si sta consumando uno degli atti più orrendi e subdoli della lunga legislatura regionale targata Zingaretti-Buschini che, tra carte bollate e carta stampata, l’attacco agli attivisti dei meetup della Valle del sacco e la giunta Capitolina, risulta ormai solo un’operazione politica in vista delle prossime elezioni regionali.

Gli attivisti del Movimento 5 Stelle facenti parte del progetto “Ciociaria terra dei veleni”, attraverso una continua attività a fianco dei portavoce regionali e nazionali, stanno assistendo al balletto delle responsabilità messo in scena sui mezzi di informazione da quelli locali, fino alla stampa nazionale, ma dietro molta di questa informazione si nasconde un problema più ampio.

Sono già 2 anni che tentiamo di spiegare che tutta la valle del sacco così come nel liri fino a cassino, il sistema di attività industriali e di scarico illegale hanno generato un degrado che appare indissolubilmente legato sia per la qualità dell’aria che per l’immissione di sostanze dannose, il sito s.i.n. della valle ha destato gli animi riconoscendo alcuni territori da bonificare, ma politicamente ancora non si è voluto invertire il concetto della produttività industriale e dello sfruttamento delle risorse offerte dal nostro patrimonio.

Fino ad oggi sulle sponde del fiume Sacco sono confluite unicamente attività inquinanti, passando controlli regionali e nazionali, incredibilmente nelle stanze degli uffici per le autorizzazioni si continua a vistare progetti ad altissimo impatto sul territorio, nonostante i dati emergenziali sul controllo della qualità dell’aria, e sullo stato del terreno e dei fiumi della ciociaria. Come si può non prendere in considerazione la richiesta popolare di interdire la zona s.i.n. ad ulteriori impianti (compresi inceneritori di rifiuti) avanzata in molti comuni? In questo momento l’assessore regionale della giunta Zingaretti in materia ambientale Buschini, sta indicando la riapertura dell’inceneritore di Colleferro come scelta dovuta, e addirittura, si legge in una nota di quotidiani che la controllata regionale” Lazio ambiente SPA”, asserisce che gli inceneritori non hanno nessun impatto sull’ambiente… (si,avete capito bene!)

Abbiamo constatato tra le diverse dichiarazioni del governo PD regionale come invece, tra le priorità ci sia, a loro dire, la bonifica della valle del sacco , attraverso interventi di fitodepurazione: la cosa lascia tutti abbastanza perplessi, in quanto non si può pensare di bonificare un sito altamente inquinato, senza andare preventivamente ad intervenire sulla riduzione delle fonti di inquinamento in attività!

Per affrontare definitivamente la questione dell’inceneritore di Colleferro, secondo il piano regionale dei rifiuti, è la regione Lazio che autorizza queste operazioni e, nel caso specifico solo una linea essendo di Ep sistemi è per il 60% della regione lazio, mentre la partecipata capitolina Ama ne detiene il 40%, la seconda linea è al 100 per cento della regione, va da se che la giunta Raggi, non ha potere decisionale in merito, come Zingaretti e Buschini vorrebbero far credere!

Siamo certi che ormai i cittadini hanno acquisito la giusta consapevolezza e che abbiano capito come informarsi anche attraverso gli atti ufficiali della giunta regionale.

Foto scattata in data 28.6.2017 quando insieme agli altri attivisti della Valle del Sacco abbiamo incontrato L’Assessore del Comune di Roma Montanari e il Presidente della Commissione Ambiente Daniele Diaco. Presente anche il Deputato Luca Frusone e vari consiglieri comunali capitolini e della città metropolitana

 

 

Gli attivisti del Movimento 5 Stelle facenti parte del progetto “Ciociaria terra dei veleni”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *