Rifiuto come risorsa: il compostaggio di comunità

Tra il grande impianto industriale e quello domestico si colloca l’attività di compostaggio di comunità in cui vengono utilizzate piccole macchine per accelerare il naturale processo di compostaggio a cui vengono sottoposti i rifiuti organici.

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I Comuni e la politica non possono lasciarsi sfuggire questa grande occasione, che oltre a far bene all’ambiente, grazie alla riduzione dell’impatto ambientale e alla possibilità di avere un buon compost, riduce la tassa sui rifiuti ai cittadini che conferiranno i propri scarti organici nella Compostiera di Quartiere.

tassa rifiuti

Tra le varie iniziative regionali, la Regione Campania ha deciso con un avviso pubblicato il 22 Febbraio 2017 sul Burc n°15 di chiedere ai Comuni se vogliono ricevere ed installare una Compostiera di Comunità. In questo modo non si prevede il ciclo del biodigestore e le sue dimensioni industriali, si presentano con meno vincoli e come una fattibile soluzione per il trattamento sostenibile locale dei rifiuti solidi umidi urbani.

La Regione Lazio? Ancora silente su questo tema.

(Leggete qui l’articolo della Senatrice del M5S Vilma Moronese sul tema)

Il 23/2/2017 è stato pubblicato il decreto attuativo DECRETO 29 dicembre 2016, n. 266  –Regolamento recante i criteri operativi e le procedure autorizzative semplificate per il compostaggio di comunita’ di rifiuti organici ai sensi dell’articolo 180, comma 1-octies, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, così come introdotto dall’articolo 38 della legge 28 dicembre 2015, n. 221. (17G00029) (GU Serie Generale n.45 del 23-2-2017), il contiene quale una serie di allegati che semplificano ai Comuni, alle attività e ai cittadini che vogliano praticare l’autocompostaggio anche attraverso una compostiera di quartiere, l’iter di avvio, in particolare è bene ricordare che basteranno solo 15 giorni dopo aver prodotto una semplice comunicazione.

schemda di gestione compostaggio di comunità

Dal 10 marzo  le procedure per avviare un’attività di compostaggio collettiva saranno più semplici!!!!

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Basterà inviare al Comune di competenza un modulo con la segnalazione certificata di inizio attivitàcontenente il regolamento sull’organizzazione dell’attività di compostaggio che sarà vincolante per le utenze dell’organismo collettivo, le uniche tenute a conferire i loro rifiuti organici nella struttura creata appositamente. Provvederà poi il Comune a darne comunicazione all’azienda che gestisce i rifiuti e sarà sempre il Comune a trasmettere agli organi competenti i dati ricevuti dal legale rappresentante dell’organismo collettivo sulle quantità dei rifiuti conferiti, sul compost prodotto, sugli scarti e sul compost che non rispetta le caratteristiche dettate dalla norma. Questi dati saranno utili non solo per calcolare la riduzione della tassa rifiuti ma anche per calcolare le percentuali di riciclaggio dei rifiuti urbani pubblicate ogni anno dall’ISPRA 

Tra i vantaggi derivanti dal compostaggio di comunità,oltre la riduzione dei rifiuti urbani, la possibilità di auto produrre il compost e l’opportunità di ridurre la tassa sui rifiuti come premialità per l’impegno e le buone pratiche messe in atto.

 

immagine presa dal web
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 Il Consiglio di Stato nell’esprimere parere favorevole allo schema di decreto sul compostaggio di comunità sottolineava tra i vantaggi della corretta gestione della frazione organica dei rifiuti urbani anche l’incremento della fertilità dei suoli, la diminuzione delle emissioni di gas serra, il contrasto all’erosione e alla desertificazioni, la tutela dei corpi idrici e l’incremento della sensibilità ambientale collettiva.

Gli impianti di comunità  sono l’unica vera soluzione al problema “rifiuti”. Evitano la realizzazione di incontrollabili megaimpianti, di affidarsi ad operatori incompetenti e inaffidabili, permettono l’impiego di manodopera locale, consentono di ottenere compost di qualità da impiegare per le nostre produzioni agricole.

Gli impianti di compostaggio di comunità sono la migliore soluzione per tanti nostri piccoli paesi!!!

 

 

a cura di Ilaria Fontana

 

 

 

 

 

 

 

 

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