La Black List della Valle del Sacco fornita dall’Ispra

Gli attivisti del M5S aderenti al Progetto “Ciociaria terra dei veleni” accolgono positivamente la notizia della nota redatta dall’ISPRA e inviata al M.A.T.T.M. a settembre scorso, inserita all’interno dell’iter procedurale per il S.I.N. Valle del Sacco, contenente una “valutazione preliminare in merito all’individuazione degli interventi urgenti da porre in essere in via prioritaria”.

 

Una vera e propria black list dei siti più contaminati, anche se come precisa l’Ispra, altri potrebbero aggiungersi durante le fasi di indagine istruttoria, visto l’iter in corso della conferenza dei servizi ministeriale sul SIN Valle del Sacco.

Le prime certezze inserite nel piano di bonifica gettano dunque luce sulle zone che già da ora non possono più attendere la partenza delle bonifiche, finanziate o finanziabili con gli stanziamenti 2015, vecchie industrie abbandonate che sono state visitate degli attivisti del progetto ciociaria veleni tour dal 2015 ad oggi.

L’Ispra ha contrassegnato con un coefficiente numerico i punti di emergenza ambientale, dallo 0 al 4, con una scala di gravità ascendente della situazione ambientale mettendo i puntuali riferimenti delle certezze analitiche e degli iter amministrativi in corso sui luoghi, così come dallo schema che segue.

Il progetto degli attivisti 5 stelle ciociaria terra dei veleni accompagna da 2 anni l’opera di denuncia e l’iter amministrativo statale sul bacino del SIN Valle del Sacco, infatti tutti i siti della tabella sono stati oggetto di interrogazioni e accesso agli atti elaborati fianco a fianco ai portavoce 5 stelle, il lavoro da compiere resta davvero molto, infatti ancora lungo risulta l’iter da compiersi nelle sedi ministeriali competenti.

La perimetrazione effettuata ed approvata, appare una delle più grandi d’Italia, con 40 km di corso fluviale e insediamenti industriali privati e pubblici, e rappresenta quindi una mole di accertamenti talmente grande che deve essere accompagnata dalle istituzioni locali e dai cittadini, i soli capaci di rappresentare il vero stato di degrado ambientale effettivamente presente in quell’area.

Per i motivi appena descritti si fa appello a tutti i cittadini fuori e dentro alle istituzioni per segnalare e prendere atto dello stato di avanzamento dei lavori di bonifica, la materia di tutela ambientale riguarda sia lo stato dei luoghi e delle matrici ambientali , sia tutta la sfera di azione dei cittadini che operano e vivono in quella zona.

L’impegno del progetto a puntare proprio alle criticità ambientali rappresentate dalla zona rivierasca di Ceprano e Ceccano non possono che farci sperare per un pronto utilizzo dei fondi a disposizione in quelle zone, ormai tristemente ribadite anche dalla prima valutazione ISPRA.

  

 

 

 

 

 

 

 

Continueremo pertanto la nostra attività di vigilanza e controllo sul futuro prosieguo dell’iter di risanamento dei siti elencati, speranzosi che le amministrazioni coinvolte provvedano al più presto all’eliminazione di tali criticità ambientali.

Attivisti del M5S aderenti al progetto “ciociaria terra dei veleni”

 

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