L’importanza di un registro territoriale delle patologie su standard georeferenziato

Oltre il Registro tumori un altro importante strumento utile per indagare come diversi fattori ambientali possano influenzare la distribuzione spaziale ed anche temporale dei diversi fenomeni è creare un registro territoriale delle patologie su standard georeferenziato

(per saperne di più sul registro tumori  leggere qui: http://www.ciociariaterradeiveleni.it/ambiente/approvato-il-regolamento-di-attuazione-e-integrazione-della-l-r-72015-_-istituzione-registro-tumori-della-popolazione-della-regione-lazio/ ; http://www.ciociariaterradeiveleni.it/ambiente/registro-tumoriapprovato-in-consiglio-regionale-il-suo-finanziamento/ http://www.ciociariaterradeiveleni.it/ambiente/approfondimenti/la-camera-approva-la-retenazionale-del-registrotumori-e-il-refertoepidemiologico/http://www.movimento5stelle.it/listeciviche/forum/2012/12/registro-tumori-in-tutti-i-comuni-italiani.html )

Che cosa è la GEOREFERENZAZIONE?

E’ la procedura mediante la quale unità statistiche sono localizzate sul territorio”, di conseguenza “creare un Registro patologie territorio su standard georeferenziato significa mappare le aree del territorio in cui i cittadini sono stati colpiti da specifiche patologie”

Sino ad oggi non è stato possibile, per limiti tecnologici, di competenza e strumentali, differenziare aree geografiche tra loro per valutarne i rischi sulla salute dei cittadini. Oggi abbiamo una serie di tecnologie che consentono di utilizzare mappe del territorio per segnare aree ed eventi, collegandoli a specifiche categorizzazioni, come ad esempio Google Maps o Google Earth che son ototalmente open source

L’utilizzo del G.S.I.:

Il G.I.S. (Geographical Information System ) è stato usato a partire dagli anni ’90 ed è un sistema progettato per ricevere, immagazzinare, elaborare, analizzare, gestire e rappresentare dati di tipo geografico. L’acronimo GIS è spesso usato per significare la scienza o gli studi sulle informazioni geografiche (dette anche geospaziali).

Epidemiologia e G.I.S.:

Nel settembre del 1854, durante un’epidemia di colera nella città di Londra, il Dott. John Snow decise di verificare la sua ipotesi che il focolaio dell’epidemia fosse il risultato della contaminazione delle acque. Egli disegnò una mappa della città che riportava l’indicazione delle pompe idriche locali, quindi riportò l’indicazione delle abitazioni delle vittime; si accorse così che la maggior parte delle vittime risiedeva nelle vicinanze di una pompa idrica e, chiudendo tale pompa, l’epidemia si arrestò. Questo fu il primo esempio di un nuovo, potente strumento di analisi che mediante l’incrocio di dati geografici e dati sanitari può fornire importanti indicazioni in ambito sanitario.

L’OMS definisce il GIS (Geographic Information System o Sistemi informativi Geografici) come una tecnologia che aggiunge la dimensione dell’analisi geografica all’uso dell’Information Technology per la rappresentazione dell’informazione, fornendo un’interfaccia per collegare i dati e la cartografia.

Ciò rende agevole presentare informazioni in modo rapido, efficiente ed efficace. Un aspetto peculiare e estremamente versatile dei GIS è dato dalla possibilità di sovrapporre strati o livelli informativi (layers), ciascuno dei quali descrive una categoria di informazioni (ad es. strade, spazi verdi, ospedali e centri sanitari, morbosità, mortalità, ecc…).

Il GIS può essere utilizzato per rappresentare analisi statistiche sulla popolazione e, successivamente, fornire utili indicazioni per indagare come diversi fattori ambientali possano influenzare la distribuzione spaziale ed anche temporale dei diversi fenomeni.

Negli ultimi anni si sta assistendo alla crescente importanza dei GIS in ambito sanitario sia nell’ambito della ricerca sia nella sua applicazione per interventi di livello programmatico o operativo. A testimonianza di tale crescente interesse si possono citare l’introduzione del termine “Geographic Information Systems” nel vocabolario MeSH della US National Library of Medicine, a partire dall’anno 2003, e la nascita di riviste specializzate nella “medical geography” e nella “geography of health”, quali International Journal of Health Geographics e Health and Place. Risulta chiaro, quindi, come il crescente bisogno di salute farà evolvere i tradizionali confini dell’epidemiologia, comprendendo nell’analisi gli aspetti sociali, economici, culturali servito della popolazione osservata, nonché le caratteristiche naturali e antropiche dell’ambiente fisico. In questo modo la valutazione epidemiologica potrà rappresentare lo scenario in cui ricercare i fattori di rischio per la salute collettiva e individuale (bibliografia:”Il GIS e la ricerca epidemiologica” Di Stefano Senin, Chiara Dellacasa, Marisa De Rosa, Luca Demattè)

 Per catalogare le patologie su base geografica, sono sufficienti i dati di residenza al momento del ricovero, valori già ampiamente presenti, da anni, dentro i computer dei servizi ospedalieri. Servono esclusivamente patologia e indirizzo di residenza al momento del ricovero, nessun altro dato personale è necessario per la referenza geografica e nulla che violerebbe la privacy. Come risultato si avrebbe una raccolta di malattie legate ad un indirizzo non specifico (senza civico), che una volta inserite, con sistemi automatizzati, su un’area geografica referenziata, consentirebbe di riempire la mappa di punti di colore diverso a seconda della patologia e dell’area territoriale. Il prodotto finale, nella mappatura finita, sarebbe una classica pagina web, costantemente aggiornabile, contenente gli sviluppi di determinate patologie legate a singoli o molteplici fattori.

Il colore delle diverse patologie, illuminando le aree della mappa, consentirebbe di individuare immediatamente a colpo d’occhio le “aree a rischio”.

Come risultato finale si otterrebbe: un enorme risparmio in termini di costi per l’analisi del grado di salute del territorio; un impatto immediato e una tempestività senza confronti sulle situazioni epidemiologiche in corso; un dispendio di energie minimo ed una altissima efficenza dei gestori.

Per Saperne di più: https://www.ars.toscana.it/it/aree-dintervento/determinanti-di-salute/ambiente/dati-e-statistiche/3102-gis-e-salute-qual-e-l-impatto-della-precisione-della-georeferenziazione-negli-studi-di-epidemiologia-ambientale-due-casi-studio-in-toscana-ottobre-2014.html

http://www.movimento5stelle.it/listeciviche/forum/2012/12/creazione-di-un-registro-territoriale-delle-patologie-su-standard-georeferenziato.html

Ilaria Fontana

 

 

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