L’evoluzione delle civiltà passa attraverso l’uso delle acque

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Per poter descrivere l’evoluzione dell’uomo nelle civiltà attraverso l’uso delle acque, è necessario ricorrere alla forza dell’immaginazione, senza la quale non potremmo addentrarci nel mondo meraviglioso dei nostri antenati di 12-10.000 anni fa. Periodo che viene denominato RIVOLUZIONE AGRICOLA, in quanto l’uomo da nomade raccoglitore-cacciatore diventa gradualmente sedentario coltivatore-allevatore. Oggi può sembrare “banale”, ma fino a quel periodo gli uomini vivevano sostentandosi esclusivamente dei prodotti che la natura gli forniva, -bacche,insetti,radici,cacciagione- , riuscendo a portare con loro, sebbene da poche migliaia di anni anche delle riserve di acqua in otri di pelle per gli spostamenti in zone aride (CAPACITA’ MIGRATORIA).

acquedotto machu picchu

Condizione fondamentale per la coltivazione, era quella di avere a disposizione grosse quantità di acqua. Quindi quale luogo migliore di un fiume o lago con relativo terreno fertile alluvionale nelle vicinanze. Nell’arco di tempo che va da questo periodo fino al 4-3.000 a.c., gli uomini vissero affinando sempre di più le tecniche agricole, senza tuttavia sostanzialmente modificare la loro organizzazione sociale. Solo verso il 3.000 a.c., emergono civiltà in simbiosi con i corsi d’acqua. Fioriscono popolazioni lungo il Nilo in egitto, il fiume giallo in cina, il tigri e l’eufrate in mesopotamia.

E’ da questo momento che la dipendenza dell’uomo nei confronti dell’acqua comincia ad assumere un valore diverso da quello assunto fino ad allora. Sistemi idraulici di canalizzazione e chiuse, raggiunsero sempre di più terreni aridi rendendoli coltivabili. Le colture, sempre più intensive non serviranno più per il solo sostentamento, esse produrranno un surplus di cereali da scambiare o commerciare ( NASCITA DEL COMMERCIO). I corsi d’acqua , oltre al valore sacro attribuitogli, saranno necessari per lo sviluppo e la civilizzazione socio culturale economico e politico dei popoli. La loro “fortuna”, dipenderà da come riusciranno a “dominare” e navigare le sue acque.

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Dalle capacità di questo primo tentativo di controllare la natura, scaturiranno tra i popoli interessi che li vedranno organizzare strutture territoriali giuridicamente sempre più organizzate, (NASCITA DEGLI IMPERI). Questo andrà avanti, per quanto riguarda le acque, senza grossi cambiamenti , eccetto una capacità sempre maggiore nella navigazione (FENICI), fino a quando i ROMANI rivoluzioneranno la scienza idraulica. Con 500 chilometri di acquedotti, portavano acqua corrente potabile nelle abitazioni di Roma, vera e propria metropoli sorta non a caso sulle rive di un fiume.

cloaca maxima roma
ceccano ex stabilimento scala

All’epoca con rete fognaria efficientissima. Basti pensare alla CLOACA MASSIMA ancora esistente. Questo valeva per tutti i grossi centri dell’impero, nati e sviluppatesi urbanisticamente sempre ai lati di corsi d’acqua. Tuttora è pressoché impossibile vedere agglomerati urbani rilevanti, senza un fiume che li divida. Sarà intorno all’anno mille che l’acqua dei fiumi fino ad allora usata per trasportare merci e coltivare , diventerà ENERGIA MECCANICA. Monaci BENEDETTINI , introdussero in tutta europa la tecnica delle ruote a pale per produrre energia meccanica che andrà a sostituire quella prodotta dagli animali e dall’uomo. Le ruote a pale, azionate dalla corrente o caduta delle acque, faranno girare le macine dei mulini per la molitura dei cereali, che potranno funzionare così ininterrottamente . Da questo momento in poi, gli OPIFICI utilizzeranno questa tecnologia per far muovere ingranaggi sempre più sofisticati . Questo fino al 700, quando sempre utilizzando acqua sarà costruita la MACCHINA A VAPORE. Questa tecnologia, sarà il preludio per la cosiddetta RIVOLUZIONE INDUSTRIALE, che si arricchirà fino ai giorni d’oggi di ulteriore scoperte, come L’ELETTRICITA’ , il PETROLIO,il MOTORE A SCOPPIO ed altro ancora. Comincia la produzione di merci per il consumo di massa, le industrie si riempiranno di manodopera prelevata dalle campagne, che andranno ad ingrossare a dismisura l’urbanizzazione attorno i nuclei produttivi. E’ da queste realtà, che l’agonia dei corsi d’acqua comincia a diventare drammatico. Nei fiumi verrà riversato di tutto. Senza scrupoli scarti di lavorazione ed acque di lavaggio industriali e petroliferi, insieme a liquami umani, faranno diventare i corsi d’acqua l’apparato digerente di un ecosistema sull’orlo di un collasso . L’antropizzazione ed eutrofizzazione dei corsi d’acqua, che paradossalmente da risorsa fondamentale per la vita e l’evoluzione della specie umana, sono diventati minaccia e fonte di pericolo per la nostra sopravvivenza.

A voi le riflessioni.

(M.F. – call to action cassino)

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