Ex Laminatoio Ceprano

Nel 2016 la “Comunità in Dialogo di Solidarietà Sociale “ Cooperativa Sociale ONLUS con sede in Trivigliano Via San Rocco n.2  ha presentato istanza alla Direzione Regionale Governo Ciclo dei Rifiuti, per un progetto per la realizzazione di un “impianto di stoccaggio e trattamento rifiuti pericolosi e non”, con progetto curato dalla Società Agapè, (anch’essa cooperativa sociale) . Questo progetto prevede lo stoccaggio  e il trattamento 40.000 t/anno di materiali altamente tossici ed altamente inquinanti (quali rifiuti sanitari pericolosi e non, a rischio infettivo, oli provenienti dai cantieri navali, vari elementi e composti chimici derivanti da fabbriche, eternit, cromo…ecc) per il quale è prevista la A.I.A. previa autorizzazione per della Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.). Nell’ambito dell’iter autorizzativo di questo ultimo procedimento (VIA) sono state effettuate 2 conferenze dei servizi: la prima l’8.11.2016 e la seconda il 19.07.2017; entrambe le conferenze sono andate deserte. E il Comune di Ceprano? Non è stata rilevata la presenza del Comune alle conferenze indette, seppur il rischio di incrementare il livello di inquinamento del territorio sia del tutto evidente in quanto il nuovo sito va a collocarsi all’interno della zona SIN della Valle del Sacco.

È possibile che l’Assessore all’Ambiente  Elisa Guerriero, Ingegnere Ambientale, dopo essersi battuta per far inserire quel sito nel SIN, ora non muove un dito per impedire che si aggiunga ulteriore inquinamento ad una zona già massacrata dalle precedenti fabbriche e in cui cominciano a contarsi i morti per cancro in prossimità di quell’area?

Ora, fin qui la cosa potrebbe assomigliare ad una normale richiesta di autorizzazione per un impianto di trattamento e stoccaggio rifiuti senza alcuna apparente anomalia, ma  appare alquanto curioso come una comunità di recupero per tossico dipendenti (personale altamente qualificato per lo smaltimento ???) abbia sufficienti disponibilità economiche sia per sostenere l’affitto di un’area industriale, acquistata a sua volta da un’altra cooperativa sociale (circa 800.000,00 €), sia per la realizzazione di un impianto di stoccaggio e trattamento di rifiuti pericolosi (e qui ci vuole più di qualche milione di euro !).

Appare curioso che una Comunità ONLUS che sulla carta dovrebbe produrre infissi e serramenti solo per sostenere le proprie attività di recupero di tossicodipendenti, e la cui natura non prevede alcun tipo di lucro, si sia gettata mani e piedi in una delle attività più redditizie degli ultimi anni.

Appare poi così poco casuale che la comunità, nata nel 1994, con a capo un sacerdote e con la benedizione di personalità di alto profilo istituzionale (vedi sito), abbia modificato il proprio statuto solo poco prima di presentare il progetto (2016) in modo da poter effettuare anche la “raccolta e stoccaggio di rifiuti pericolosi e non”  spostando la propria sede legale proprio nel terreno dell’ex laminatoio, esattamente due mesi prima di presentare il progetto.

Appare strano che in quel sito completamente in stato di abbandono, da due anni si producano finestre e serramenti che nessuno ha mai visto.

Forse non ci sono profili di illegalità o di reato, ma qualche risposta il territorio di Ceprano la meriterebbe  perché in questo caso non tutto ciò che è legale è giusto!

( Cittadini a 5 Stelle Ceprano )

 

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