Normativa in materia di qualità dell’aria.

In linea di principio adottare norme cogenti sulla qualità dell’aria corrisponde ad aver fallito poiché la qualità dell’aria dovrebbe andare da sé. Negli anni ’50 nel Regno Unito la combustione del carbone ha portato a picchi di inquinamento da biossido di zolfo e particolato che all’epoca provocò diverse migliaia di morte premature tanto da portare lo Stato a legiferare in materia di qualità dell’aria.

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Negli anni ’80 sono nate le prime direttive europee che sottolineavano come tenere sotto controllo le sostanze chimiche ben definite come il biossido di zolf.o o monossido di carbonio. Nel 1996 entriamo in una fase e la fa da padrona la direttiva quadro 1996/62/CE2

 

http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX%3A31996L0062

Questa direttiva richiede:

  • agli Stati membri il rispetto dei valori limite (obbligo che ritroviamo nella direttiva 2008/50/CE2),
  • obbliga a designare le autorità competenti (in questa fase l’Italia decise di dare competenza alle Regioni ed Enti locali gran parte delle competenze)
  • Introduce l’obbligo di valutare la qualità dell’aria in tutte le zone o agglomerati

Memoria storica: all’epoca l’Italia è stato l’UNICO PAESE che non è stato in grado di dire quale fosse la qualità dell’aria in alcune zone italiane!!!!!

Nel 1999 nasce la prima direttiva figlia con la quale viene introdotto il valore limite per le PM10. Quando ci si è resi conto che con questo quadro normativo si misurava anche le polveri, anche sulla base delle raccomandazioni dell’OMS  si è deciso di introdurre il PARAMETRO EUROPEO PM10.

Dal 1999 abbiamo avuto altre 3 direttive “figlie” per disciplinare

1)il benzene

2) il monossido di carbonio

3) l’ozono troposferico

4) i metalli pesanti

#ciociariaterradeiveleni
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Oggi il quadro normativo è costituito dalla Direttiva 2008/50/CE che ha incorporato la direttiva quadro e le 3 direttive “Figlie”, mentre la quarta è rimasta fuori dalla “codificazione”.

http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2008:152:0001:0044:IT:PDF

 

Le novità introdotte dalla Direttiva 2008/50/CE sono principalmente 3:

  1. la possibilità di proroga o deroga degli Stati membri in relazione alle scadenze stabilite per il rispetto dei valori limite (art.22 della direttiva: “Proroga del termine per il conseguimento e deroga all’obbligo di applicare determinati valori limite 1. Se in una determinata zona o agglomerato non è possibile raggiungere i valori limite fissati per il biossido di azoto o il benzene entro i termini di cui all’allegato XI, uno Stato membro può prorogare tale termine di cinque anni al massimo per la zona o l’agglomerato in questione, a condizione che sia predisposto un piano per la qualità dell’aria a norma dell’articolo 23 per la zona o per l’agglomerato cui s’intende applicare la proroga; detto piano per la qualità dell’aria è integrato dalle informazioni di cui all’allegato XV, punto B, relative agli inquinanti in questione e dimostra come i valori limite saranno conseguiti entro il nuovo termine. 2. Se in una determinata zona o agglomerato non è possibile conformarsi ai valori limite per il PM10 di cui all’allegato XI, per le caratteristiche di dispersione specifiche del sito, per le condizioni climatiche avverse o per l’apporto di inquinanti transfrontalieri, uno Stato membro non è soggetto all’obbligo di applicare tali valori limite fino all’11 giugno 2011 purché siano rispettate le condizioni di cui al paragrafo 1 e purché lo Stato membro dimostri che sono state adottate tutte le misure del caso a livello nazionale, regionale e locale per rispettare le scadenze. 3. Qualora gli Stati membri applichino i paragrafi 1 o 2, provvedono affinché il valore limite per ciascun inquinante non sia superato oltre il margine di tolleranza massimo indicato nell’allegato XI per ciascun inquinante interessato. 4. Gli Stati membri notificano alla Commissione i casi in cui ritengono applicabili i paragrafi 1 o 2 e le comunicano il piano per la qualità dell’aria di cui al paragrafo 1, comprese tutte le informazioni utili di cui la Commissione deve disporre per valutare se le condizioni pertinenti sono soddisfatte. In tale valutazione la Commissione tiene conto degli effetti stimati sulla qualità dell’aria ambiente negli Stati membri, attualmente e in futuro, delle misure adottate dagli Stati membri e degli effetti stimati sulla qualità dell’aria ambiente delle attuali misure comunitarie e delle misure comunitarie previste che la Commissione proporrà. Se la Commissione non solleva obiezioni entro nove mesi dalla data di ricevimento di tale notifica, le condizioni per l’applicazione dei paragrafi1o2 sono considerate soddisfatte. In caso di obiezioni, la Commissione può chiedere agli Stati membri di rettificare i piani per la qualità dell’aria oppure di presentarne di nuovi”
  2. art.20 nello scomputare le fonti naturali (art.20 “1.Gli Stati membri trasmettono alla Commissione, per un determinato anno, l’elenco delle zone e degli agglomerati nei quali il superamento dei valori limite per un determinato inquinante è imputabile a fonti naturali. Gli Stati membri forniscono informazioni sulla concentrazione e sulle fonti, nonché elementi che dimostrino come il superamento sia imputabile a fonti naturali. 2. Nei casi in cui la Commissione è informata di un superamento imputabile a fonti naturali ai sensi del paragrafo 1, detto superamento non è considerato tale ai fini della presente direttiva. 3. Entro l’11 giugno 2010 la Commissione pubblica orientamenti per la dimostrazione e la detrazione dei superamenti imputabili a fonti naturali”)
  3. l’introduzione delle PM2.5 , particelle segno di inquinamento antropogenico, che rappresentano un valore obiettivo con un determinato margine di tolleranza, rilevante anche nel periodo di deroga.

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Nel 2010 l’Italia legifera tramite un decreto (n.155/2010) in merito all’  “Attuazione della direttiva 2008/50/CE relativa alla qualità dell’aria ambiente e per un’aria più pulita in Europa” che recepisce la direttiva 2008/50/CE e sostituisce le disposizioni di attuazione della direttiva 2004/107/CE, istituendo un quadro normativo unitario in materia di valutazione e di gestione della qualità dell’aria ambiente finalizzato a:

 

a) individuare obiettivi di qualità dell’aria ambiente volti a evitare, prevenire o ridurre effetti nocivi per la salute umana e per l’ambiente nel suo complesso;

 

b) valutare la qualità dell’aria ambiente sulla base di metodi e criteri comuni su tutto il territorio nazionale;
c) ottenere informazioni sulla qualità dell’aria ambiente come base per individuare le misure da adottare per contrastare l’inquinamento e gli effetti nocivi dell’inquinamento sulla salute umana e sull’ambiente e per monitorare le tendenze a lungo termine, nonche’ i miglioramenti dovuti alle misure adottate;
d) mantenere la qualità dell’aria ambiente, laddove buona, e migliorarla negli altri casi;
e) garantire al pubblico le informazioni sulla qualità dell’aria ambiente;
f) realizzare una migliore cooperazione tra gli Stati dell’Unione europea in materia di inquinamento atmosferico.

http://www.camera.it/parlam/leggi/deleghe/10155dl.htm

 

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Nel 2012 è entrato in vigore un nuovo (n. 250/2012) che introduce delle modifiche che nascono dall’esigenza di superare alcune problematicità emerse nel corso della prima applicazione del DLSG 155/2010, in riferimento anche all’esito del confronto tecnico tra il ministero dell’Ambiente e le amministrazioni competenti in materia di valutazione e gestione della qualità dell’aria.

 

http://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2013-01-28&atto.codiceRedazionale=13G00027&elenco30giorni=false

 

Ricordiamo sempre che un cittadino informato è un’arma potentissima quindi non smettiamo mai di essere curiosi e studiare, non per noi, per un domani migliore!

Terza tappa veleni tour- Colleferro
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Ilaria Fontana

 

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Biografia:

  • “La Direttiva 2008/50/CE sulla qualità dell’aria” : Gasparinetti

 

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